CRAWLING CHAOS "XLIX" recensione - Aretusea Magazine

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CRAWLING CHAOS “XLIX”

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Crawling Chaos  pubblicano”XLIX”, qui la recensione!

 

I Crawling Chaos sono una band romagnola che suona un death metal molto interessante, dove la composizione è messa al primo posto, piuttosto che la tecnica o la brutalità finI a se stesse. Si riesce a carpire questo intento ascoltando le canzoni di questo loro nuovo album intitolato “XLIX”, che è costituito da sette episodi per un totale di circa quaranta minuti di musica belligerante ma intelligente. Ecco, una cosa che inizialmente mi aveva fuorviato prima del primo vero ascolto attento di questo album era il fatto che andando a raccogliere informazioni sul web, sono incappato anche sul noto sito Metal Archives, dove la band è catalogata come death metal/grindcore. Ecco, io non so se questa definizione sia un po’ datata, non so se la band prima poteva essere definita entro questi confini, ma resta il fatto che attualmente per me di grindcore non vi è più traccia.

 

Questo è chiaro sin dall’iniziale “My Golden Age”, un brano di ben sette minuti in cui i nostri esplorano praticamente tutte le influenze che ritroveremo poi andando avanti con l’ascolto dell’album. Gran riff di chitarra, batteria tecnica e impetuosa, voce in growl profonda e una bella propensione alla melodia. Queste le carte che subito la band si gioca, e queste sono le carte che verranno ulteriormente sviscerate in episodi davvero coinvolgenti come ad esempio “The Prince Is Here”, Block and a Bloody Knife, “49th, or the Law of Desperation” e “Covered in Debris”. Tutte canzoni che, seppur accomunate da una certa brutalità e intransigenza, non mancano di fornire all’ascoltatore sempre l’input per andare avanti nell’ascolto e per stimolare la mente su delle strutture sempre mutevoli e che si arricchiscono di continui sali e scendi di emozioni. Tutto questo è diretto con maestria e competenza da una band che sa davvero come scrivere della grande musica, e il loro merito è che lo fanno in un terreno dove è facile scadere nel ripetitivo.

 

Una band che, in definitiva, ha avuto fino ad oggi solo il difetto di essere poco prolifica (esistono dal 2003), in quanto stiamo parlando solo del loro secondo album in carriera, ma che speriamo possa recuperare il tempo perduto d’ora in avanti, regalandoci quanto prima un nuovo full-length. Sicuramente questa è attualmente una delle migliori death metal band italiane, quindi meritano tutto il nostro supporto.

 

LINE UP:

Edoardo Velli – Drums
Andrea – Guitars, Vocals (backing)
Manuel – Guitars, Vocals
William – Bass (Fretless)

Tracklist:
1. My Golden Age
2. The Prince Is Here
3. Block and a Bloody Knife
4. 49th, or the Law of Desperation
5. Ishnigarrab, or the Awful Offspring of the Goat
6. Covered in Debris
7. Doom of Babylonia

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Crawling Chaos – 1

 

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