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BY.LL. ed il suo nuovo singolo White Page!

Abbiamo intervistato BY.LL in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo e questo è stato il risultato! Buona lettura!

 

Parlaci di te, in poche righe, chi sei, da dove vieni e dove vuoi arrivare.

Ciao. Mi chiamo Lorenzo, 22 anni, da Modena. Il mio progetto BY.LL è ufficialmente iniziato lo scorso 11 novembre e dopo circa 5 mesi sono davvero orgoglioso dei risultati ottenuti, soprattutto per i tanti live che sono riuscito a compiere. È metà della mia vita che suono e studio musica e finalmente sono arrivato a una “sintesi” del mio suono, e sono contento di ciò che ne è scaturito in questi mesi. Per il futuro l’ambizione resta soprattutto quella di trovare sempre sonorità originali e innovative, che in qualche modo mi caratterizzino.


Cosa ti ha portato a scegliere il genere che suoni?

Sono arrivato all’elettronica, dopo anni di grunge e alternative-rock, perché ho scoperto una completezza e varietà di suoni che mi avrebbe permesso un’enorme libertà creativa. Il mio maestro Luca Perciballi e la fissa per i Radiohead mi hanno fatto entrare in questo mondo, in cui è ancora difficile orientarsi (l’elettronica in sé può voler dire tutto o niente) ma che resta sempre molto soddisfacente. Il mio genere risente ancora delle numerose influenze alternative e grunge, che lo rendono sicuramente più ibrido rispetto ad altri artisti elettronici.

Raccontaci del tuo ultimo album, com’è stata l’esperienza in studio

L’esperienza in studio è stata intensa e coinvolgente. Ho registrato “Night’s Approaching” nel Groundfloor Studio dove ho avuto a disposizione strumenti analogici e digitali di qualità assoluta (un esempio è sicuramente il Wurlitzer) e dove ho potuto lavorare con 2 grandi professionisti: Luca Perciballi (con cui ho collaborato negli arrangiamenti) e Riccardo Vandelli (che ha pazientemente trovato il mix perfetto per questo EP). Anche tutta la parte grafica è stata una grande esperienza, sviluppata interamente in simbiosi con il processo musicale e curata da Alessandro Benassi e Gabriele Lei (del Plstk+ studio), che hanno creato un concept originale e d’impatto per l’album.

Hai mai pensato ad un periodo di pausa? E’ difficile essere un musicista emergente in Italia oggi secondo te?

Sono mesi che suono live senza periodi di pausa e a breve penso che cercherò di prendermi un po’ di tempo, magari per tornare a comporre nuovi pezzi con tranquillità. La musica emergente in Italia secondo me sta vivendo un bel periodo. Se ci si fa caso, ci sono vari artisti che riempiono locali da migliaia di persone senza aver mai fatto un passaggio in radio: questo significa che il pubblico inizia a desiderare musica moderna e originale e che si sono creati mezzi di comunicazione alternativi funzionanti. Potremmo definirla quasi una “primavera” della musica emergente in Italia. Purtroppo questo discorso è abbastanza limitato ad artisti che cantano in italiano (e infatti da bravo idiota io canto in inglese) ma è comunque una corrente che mi rende speranzoso per la musica in generale.

Cita cinque album che hanno caratterizzato la tua carriera artistica.

Oddio, ok, provo.

Faccio solo un’anticipazione: ciò che davvero apprezzo di un album è la sua coerenza musicale e concettuale, e lo sviluppo di una storia che connetta tutti i suoi singoli brani.

  • Green Day – American Idiot (mi prenderò degli insulti): album sicuramente da adolescenti ma che musicalmente e concettualmente, sebbene non complesso, ha creato una storia davvero coinvolgente e intrigante che lo ha sempre reso un riferimento creativo per me.
  • Arctic Monkeys – Humbug: i motivi sono gli stessi, sottolineando però i testi di Alex Turner di livello assoluto e le scelte di suono oscure e profonde che hanno accompagnato alla perfezione il concept (senza mai cadere nella pesantezza).
  • Radiohead – Kid A: album precursore dell’elettronica moderna, sicuramente quello di maggiore ispirazione per me ora, semplicemente geniale.
  • Thom Yorke – The Eraser: il modo in cui il frontman dei Radiohead ha creato i suoni di questo album dovrebbe essere studiato e seguito da chiunque voglia fare elettronica.
  • Royal Blood – Royal Blood: l’unico vero album rock originale degli ultimi anni, perfettamente calibrato e così intenso che ce lo si gusta dall’inizio alla fine.

Dove ti vedi fra dieci anni?
A questa faccio davvero fatica a rispondere. Musicalmente spero solo di trovare sempre più il mio suono, che sia originale e identificativo, e che mi soddisfi a pieno.

Guarda il videoclip di BY.LL —-> https://www.youtube.com/watch?v=FVChM0WZYgg

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