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Marco Flashbax, l’evoluzione del silenzio!

Marco Flashbax Cortese, l’evoluzione del silenzio!

Abbiamo intervistato Marco Flashbax (fondatore del collettivo Electro Monkeys) ed abbiamo scoperto un mondo parallelo a quello dei musicisti “classici” che a volte viene sin troppo sottovalutato sia a livello musicale che a livello d’idee! Buona lettura!

Marco la prima domanda che ho per te è la più difficile, cominciamo subito in salita, cos’è per te la musica?

Per me è uno stile di vita, è alzarsi la mattina ed avere un motivo in più per vivere la mia esistenza, è allegria quando c’è da festeggiare qualcosa, è compagna e tua alleata quando sei triste e devi lottare per tirarti su.

Perchè Flashbax?

E’ l’unione di tre elementi, il primo perchè in gergo molti mi definiscono flashato, ovvero impulsivo al massimo, ti faccio un esempio: sono seduto con te mi viene un’idea e all’improvviso l’ho già visualizzata in mente e trasformata in traccia, in parte dei miei set, in qualcosa da produrre, il secondo è perchè vivo di ricordi, di attimi legati al passato e di tanta storia, terzo perché Flashbax è pure un pezzo degli Oasis, un pezzo stranissimo e poco conosciuto, uno dei meno suonati ma da me più amati.

Molti pensano che il dj è quello che mette il disco, un tizio qualunque, invece ti intervistiamo per capire un po’ questo mondo a parte, quindi.. qual è la tua storia e qual è stata la tua carriera?

E’ semplice, mio cugino era dj e amava profondamente la musica, parlo di quando avevo undici anni e lui era già oltre i venti, ci differenziamo un po’ di anni, lui ha sempre vissuto Bari, ci vedevamo solamente durante le vacanze e lì potevo apprendere da lui, ascoltavamo musica e ciò ha spinto fuori la mia attrazione verso quest’ultima, piano piano ho iniziato ad ascoltare dischi in vinile, poi li ho comprati, con tanti sacrifici e successivamente è nata la mia esigenza di portare la mia musica tra la gente, in primis tra gli amici. La vera e propria, l’esplosione di passione è cominciata a tredici anni, a quindici sedici anni suonavo già con amici in feste private, dai diciassette ai ventidue ho frequentato i migliori club dell’isola, ho visto e ascoltato i set dei migliori dj e produttori del pianeta ampliando la mia cultura musicale, poi dopo un paio d’anni dedicati al lavoro che mi hanno allontanato completamente dalla scena musicale è tornata la passione e ho ripreso a suonare esordendo in alcuni locali della mia città come ad esempio la Factory che mi ha ospitato da resident per circa 2 anni.

Qual è stato il passo successivo?

Guarda ho avuto la fortuna di avere diversi amici che amavano quello che amavo io, sono cresciuto musicalmente parlando con loro, avevo un gruppo di tre quattro amici con cui ascoltavo moltissima musica underground, techno e house principalmente, cose che qui a Siracusa ben pochi conoscevano a fine anni 90. Grazie a loro ho fatto gruppo, abbiamo iniziato a pensare di organizzare qualcosa e piano piano abbiamo scoperto che nella nostra città c’erano altre persone che condividevano le nostre idee ed è stato così che le prime feste piano piano sono poi cresciute fino a diventare feste sempre più grandi. Ho avuto i miei blocchi e mi sono fermato, ma piano piano mi sono trasformato ed ho ripreso. Ho sempre amato sperimentare, la sperimentazione è tutto ed ho provato sempre a fare musica seguendo una certa linea, ma sempre mettendomi in discussione.

Stiamo parlando di “fare”, tu non metti solo dischi degli altri ma fai anche musica tua, tu sei un tipo di dj che produce roba sua.

Io sono un dj produttore, alle serate ovviamente passo dischi di altri produttori italiani ed internazionali ma anche produzioni mie, con questo EP di tre tracce siamo a circa dieci produzioni uscite nel 2015 in diverse etichette.

Si può dire che sei un musicista! Come crei le tue canzoni? Hai provato a mettere testi?

In alcuni si, ho provato ma è abbastanza difficile trovare una voce che si adatti alle proprie tracce, soprattutto se sei una persona come me molto esigente. I miei pezzi nascono da stati d’animo, cerco di trasformare la tristezza di qualche esperienza o la felicità che ho sul momento e rielaboro il tutto in musica, fare un brano è un esplosione di sensazioni, certe volte lavoro la notte, al buio, perché riesco ad entrare in qualcosa di magico e inspiegabile. Di solito riesco a chiudere una traccia in tre quattro giorni perchè appena sento che è il momento giusto per comporre chiudo tutto e non esco dal mio studio fin quando non è pronta, stacco solo per mangiare e dormire giusto qualche ora.

Quando componi cerchi di piacere di più a te stesso o a gli altri?

Entrambe le cose, diciamo che per il 70 % cerco di piacermi, il resto penso pure al gusto di chi mi potrebbe ascoltare. Penso di essere abbastanza bravo a capire cosa le persone vogliono ascoltare e cerco di mettere questa mia intuizione sia nelle mie produzione che nei set. Il mio primo EP anche se di vocale ha ben poco può trasmettere anche solo dai titoli che compongono il lavoro, è un viaggio, il 70% dei suoni presenti è tutta roba campionata dalla vita quotidiana, dalle onde del mare a una porta che sbatte, dai fuochi d’artificio ad un bacio passionale.

Perchè un dj deve produrre secondo te? Non fermandosi solo a mettere musica? Soprattutto a Siracusa.

Faccio musica perchè tendo sempre ad evolvermi, sono partito ascoltando musica, poi il mio ascoltare è diventando conoscere , successivamente il conoscere è diventato acquistare, poi ancora suonare e proporre ciò che avevo appreso ad un pubblico e così via. Il mio fare musica è un evoluzione del primo me, quello che ascoltava solamente ed è soprattutto un modo di esprimermi. Fare musica per me è prendere me stesso e dare al pubblico quello che c’è in me, ciò che ho dentro e trasmettere qualcosa. Ho conosciuto tanti dj nel corso della mia vita, da quelli che sanno mixare ma non capiscono niente di musica a quelli che sono zero a mixare ma sono dei veri maestri nella teoria, io sono una via di mezzo, non sono il maestro della console ma so quello che faccio, non sono un maestro in teoria ma so sempre di cosa stiamo parlando.

Artisti che ti hanno influenzato?

La mia musica viene da tanti e tanti artisti, ascolto di tutto. Per quello che faccio oggi penso principalmente Kevin Saunderson per quanto riguarda la vecchia techno Detroit che già nel 1988 aveva tirato fuori tracce come Tranzistor o artisti più recenti come Carl Craig o Richie Hawtin; per quanto riguarda la House music invece Frankie Nuckles, pioniere assoluto o altri come Satoshi Tomiie, Francois Kevorkian, David Morales e molti altri, ma non vengo solo da quello, ho influenze di ogni tipo, Dal rock britannico al metal americano, dal funk all’hip hop.


In che modo il dj può dare il suo contributo nella musica leggera?

Il dj a mio avviso può sempre influenzare la musica, ogni tipo di musica. Primo esempio che mi viene in mente, il dj degli Slipknot fa scratch e mette basi durante i live e questo già è qualcosa di molto particolare, inoltre a proposito di scratch posso dirti che ho iniziato grazie ad un grande dei giradischi siracusani che è Dj Naba ed è veramente un arte bestiale, si riescono a creare suoni e ritmi in una maniera unica.

Secondo te perchè la musica House o Techno è stata etichettata come la musica dei tamarri?

Aggiungo etichettata a Siracusa e non è proprio così, ogni città, ogni zona ha il proprio modo di proiettare il tamarro, a Siracusa il tamarro era quello che ascoltava la musica House, la musica Techno, in altre città chi ascoltava altri generi.

Ho notato questa cosa, c’è sempre questo stereotipo che chi ascolta musica house è un tamarro.

Si è vero c’è il brutto vizio di etichettare la musica in base alla provenienza o dove viene suonata o in base agli artisti. A mio avviso c’è stato un periodo in cui non c’era tantissima musica buona in giro, parliamo primi anni duemila e posso capire che le persone si siano fatte una brutta idea. In quegli anni la situazione ha macchiato un po’ l’idea secondo me.

In cosa ti identifichi di più? Domanda stupida, ma c’è qualcosa in cui ti identifichi di più?

Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax
Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax

Tecno in tutte le sue sfaccettature, poi ti farò ascoltare i mie lavori, ma mi identifico anche in quello con cui sono nato, la house music.

Esperienze tue tra le più belle e le più brutte se vuoi dirle.

Esperienze brutte a livello organizzativo solamente, o di gestori che ti vedono più come PR e non come artista quindi inviti a suonare gratis, serate bloccate e annullate e via discorrendo. Ma a parte questo bisogna crederci sempre. Soddisfazioni che mi sono tolto come dj.. Ho partecipato nel second stage del Rizla event nel 2014, nel 2011 ero in line up allo Starlight Festival di Catania e poi tante altre situazioni in cui mi ritrovo tutt’oggi come il Monday Kong, Vomitaizer, serate abbastanza di spicco nella nostra isola. Oltre Catania ho suonato a Palermo ma restando sempre in Sicilia, purtroppo qui c’è ben poco. Solo Catania spicca.

Se parliamo di scena musicale Italiana in generale?

C’è tanta roba, ci sono produttori molto forti, tra i miei preferiti in questo momento Sasha Carassi, un dj/produttore Napoletano, ma anche in Sicilia come ad esempio Blatta & Inesha, Doc Trashz, 1984 e il grande Luigi Barone aka Gigi Barocco che è migrato al nord da parecchi anni.


Torniamo alla tua storia, il film prosegue, ti aggreghi con i tuoi amici e cosa succede?

Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax , Marco Flashbax
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Si crea un movimento, io sono della provincia e nei paesi la realtà musicale è ben diversa dalla città, nei paesini non hai locali non hai grossi mezzi per andare a ballare quindi le situazioni le crei da te, io suonavo in campagne di amici, suonavo con due walkman collegati ad un mixer, non avevo i soldi per i giradischi, non c’era nulla per suonare ma riunivamo intere comitive e ci divertivamo. Creavi il tuo ambiente con la musica che conoscevi e che conoscevi tramite la radio e quelle centinaia di cd che compravi, registravamo su cassetta di notte le varie radio che trasmettevano techno e house. A Siracusa invece la gente sapeva dove andare ma la selezione musicale era limitata, la colpa fondamentalmente è sempre stata dei locali e degli enti in generale che non si sono mai sbilanciati più di tanto, lasciando la città molto indietro rispetto ad altre realtà, anche vicine come Catania. A quindici anni con gli amici creavamo diverse situazioni, nei garage o nelle villette, in quegli anni ho anche comprato, in società con un amico, i primi giradischi ed abbiamo creato un bel movimento, un qualcosa che la gente si ricorda tutt’oggi. Successivamente ho staccato causa lavoro, ad un certo punto quando cresci pensi di più a cosa vuoi fare nella vita, mi sono ritrovato in un loop e in una routine che non faceva per me e appena ho preso i ritmi giusti ho iniziato a frequentare nuovamente le serate e da lì c’è stata di nuovo l’esplosione ed ho creato gli Electro Monkeys.

Se puoi come definiresti gli Electro Monkeys?

Intanto non vuol dire “Scimmie elettriche” come molti suppongono, questo ci tenevo a dirlo, il nome nasce dall’idea di “avere la scimmia” ovvero “intripparsi” (termine prettamente siciliano per dire avere continuamente in testa una determinata cosa) con la musica elettronica, e l’incontro di un gruppetto di amici assolutamente stufi di ciò che offriva la nostra città, le serate in cui c’erano sempre le stesse cose. Electro Monkeys, nasce i primi di Gennaio 2011 prefissando come prima serata il 7 Maggio 2011, da Marzo abbiamo iniziato a diffondere in rete l’evento facendolo diventare virale con video teaser, creando curiosità intorno a noi svelando i dettagli della serata gradualmente. A me venne in mente di chiamare l’evento Basstore un po’ come se gli Electro Monkeys fossero un super mega store che potesse offrire un qualcosa di innovativo. Grazie a questo collettivo siamo riusciti a partecipare a diverse situazioni nel Catanese, soprattutto insieme ai fratelli dj KRGR e GiancaBoi, poi si è unito a noi un altro pilastro fondamentale, RenniGi. Inoltre lo staff era formato da promoter, grafici, fotografi, fonici.

Si è creato questo movimento che un po’ tutti ci ricordiamo ed è diventata una vera e propria famiglia, come si è sviluppata l’esperienza Electro Monkeys?


Eravamo convinti di fare questo, lavoravamo e abbiamo investito anche finanziariamente, compravamo attrezzature, pagavamo tutto noi, o quasi. I primi due eventi hanno fatto in modo che il nostro nome si espandesse, non eravamo giganti, non abbiamo mai fatto duemila persone ma di certo nelle nostre serate avevi la certezza di trovare bella gente e bellissima musica. Erano belle feste, creavamo feste non per la nostra immagine ma solamente per regalare una bella serata ai ragazzi. Nel nostro piccolo siamo orgogliosi e possiamo dire che in questi anni abbiamo fatto un bel po’ di cultura musicale per la nostra città, questa è la mia più grande soddisfazione. Abbiamo portato musica che a Siracusa nessuno conosceva. Gli Electro monkeys ancora vivono ma purtroppo gli spazi sono pochi e in pochi li mettono a disposizione per la nostra musica, i tempi cambiano e per il momento non in meglio purtroppo dalle nostre parti.

Nei progetti futuri cosa c’è?

Combattere, la vita è una guerra e non bisogna mai arrendersi, torneremo più forti di prima.

Progetti presenti e futuri personali.

Progetti presenti c’è l’EP e poi sono sempre a lavoro su nuovi lavori, ho in progetto di fare uscire una traccia molto sperimentale con una ragazza di Catania che farà la parte vocal. Uno dei progetti futuri è quello di spostarmi perchè spostarsi è essenziale, qui non c’è un aiuto concreto da parte della città, siamo una piccola realtà, può sembrare una scusa ma non lo è, ci sono città piccole come Siracusa ma che hanno una cultura musicale immensa, qui invece manca la voglia. Non è un fatto di “diventare famoso” è fare esperienze e farsi conoscere il più possibile. Il mio sogno sin da bambino è New York, però non è di certo alla portata di tutti, amo profondamente l’Europa, che sia Berlino, Londra, Dublino, Amsterdam. Comunque non fermarsi mai, con la musica e per la musica!

Soundcloud – Marco Flashbax Soundcloud
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Si ringrazia Marco Cortese per la sua disponibilità, inoltre Marco voleva personalmente ringraziare la Trashz Recordz per cui uscirà il suo EP “Brain” composto da tre tracce (True Love, Dejavù, Under) e le altre etichette con cui ha collaborato tra cui: Listen To House Music Record , Maintain Replay, Housearth Records, Noize Banger, Alienated Records.

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