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Lift To Experience – The Texas, Jerusalem Crossroads

Lift to experience

This is the story of three Texas boys busy mindin’ their own business”

Inizia così la lunga cavalcata sonora di questi 3 cowboys, dispersi fra il Texas e la Terra Santa. “The Texas-Jerusalem Crossroads” è il concept biblico di Josh T. Pearson che preconizza il suo futuro da profeta che prenderà vita con il suo disco solista “Last of the Country Gentleman” pubblicato esattamente 10 anni dopo dalla stessa Mute Records che ristamperà proprio quest’anno il disco che andiamo a recensire.

 

Il disco, doppio, gargantuesco per certi versi, contiene 11 tracce di alternative rock grezzo, lo-fi e fortemente influenzato dallo shoegaze anni ’90, soprattutto per quanto riguarda le sonorità inerenti le devastanti chitarre elettriche, sature e distorte sino all’inverosimile, un muro di suono di proporzioni bibliche (tanto per restare in tema), una vera e propria estetica del feedback come ragion d’essere, biglietto da visita e marchio di fabbrica di questa incredibile band.

Le singole tracce, legate idealmente e liricamente nonché sonoramente l’una all’altra, conducono e inglobano l’ascoltatore in un vortice di pensieri pseudo-religiosi, un libro delle rivelazioni sonoro all’interno del quale risulta centrale la figura di Cristo e della sua tanto attesa seconda venuta sulla terra.

In tutto ciò, ovviamente, il patriottismo iconico e ironico la fa da padrone, soprattutto in “Just As Was Told” dove il nostro Josh canta:

When God calls the crippled deaf and blind to lead the children of Israel to the promised land
“The children of Israel?” we asked
“Don’t you boys know nothing? – The USA’s the center of Jerusalem.

La chiave di tutto sta proprio qui: gli Stati Uniti sono il centro di Gerusalemme.

Gli Stati Uniti sono la Terra Santa. Gli Stati Uniti sono la Terra Promessa.

La prima parte del disco (“Texas”) si chiude con “The Ground So Soft”, ovvero un’ipotetica e ideale preparazione alla morte e alla (seconda) venuta del Salvatore:

Death where is thy sting?
Grave where is thy victory?
For my saviour will come and rescue me,
And redeem his treasure at the bottom of the sea.
When that light breaks through the clouds,
We’re all gonna sing and we’re all gonna shout,
When the death shall rise from their resting place,
And sing the chorus to “Amazing Grace”.

La prima parte del lavoro scorre veloce e introduce l’ascoltatore in maniera netta e definita al brano che apre la seconda parte (“Jerusalem”), “These Are the Days”, vero spartiacuqe dell’intero lavoro, una sorta di resa dei conti (o vera e propria resa), ma intrapresa con animo leggero e con un ghigno malefico sulle labbra.

Che squillino le trombe dell’Apocalisse, noi siamo pronti” sembra urlare Josh T. Pearson:

Put your guitars up over your shoulders.
A new sort of experience is taking over
‘cos we’re simply the best band in the whole damn land.
and ‘Texas Is The Reason’.

Ordunque, i nostri amici texani si auto-proclamano la miglior band al mondo, denotando, fra le altre cose, una certa dose di auto-stima e inneggiano ancora una volta alla loro terra natìa, il Texas.

Il disco scorre veloce, senza sosta, in una sorta di spirale consapevole e indirizzata verso l’alto (dei cieli) fra citazioni colte (uno stralcio del “Paradise Lost” di John Milton in “When We Shall Touch” dietro un megafono), voci salmodianti che ritroveremo anche e soprattutto nella parentesi solista di Josh T. Pearson, chitarre elettriche che vengono fuori da Leslie Speaker come fantasmi (o dèmoni ? ), quasi sempre iper-distorte e filtrate da innumerevoli effetti a pedale, con l’unica eccezione del brano numero 9, “Down With the Prophet”, in cui la fanno da padrone voci filtrate, chitarre acustiche sghembe e archi celestiali.

La chiusura del disco non poteva che essere affidata ad una traccia lunghissima della durata di ben 28 minuti che ci scaraventa dentro la tempesta finale, devastante (“Into the Storm”), ma che in realtà è una sorta di prevedibile commiato e omaggio agli anni ’90, come amavano fare i Nirvana, ovvero con una lunga pausa fra la fine del brano e una devastante traccia fantasma a partire dal minuto 24:00 che chiude un ipotetico cerchio biblico poiché:

Just as was told justice will unfold, the truth be told it will unfold”

Ed in fin dei conti, Josh T. Pearson, Andy Young e Josh Browning non sono altro che : […] a Texas rock band, trying to understand God’s masterplan.

Cos’altro aggiungere ? Resta solo una cosa sensata da fare: mettere sul piatto questo disco immenso, alzare il volume del vostro impianto al massimo e godersi “The Texas-Jerusalem Crossorads”, in attesa della versione rimasterizzata prevista per il prossimo autunno a 15 anni dall’uscita ufficiale di questo capolavoro assoluto e in occasione della loro reunion che li porterà in giro per gli Stati Uniti a predicare nuovamente il Verbo.

Lift To Experience - 1

Lift To Experience – 1

Trackist:

Disc One: Texas

  1. Just as Was Told*
  2. Down Came the Angels*
  3. Falling from Cloud 9*
  4. With Crippled Wings
  5. Waiting to Hit
  6. he Ground So Soft

Disc Two: Jerusalem

  1. These Are the Days*
  2. When We Shall Touch
  3. Down with the Prophets
  4. To Guard and to Guide You
  5. Into the Storm

 

Line-up:

Josh T. Pearson: Voce, Chitarre

Josh Browning: Basso

Andy Young: Batteria

Provenienza: Denton, Texas, USA

Influenze: Crazy Horse, Neil Young, Smart Went Crazy, Nirvana, My Bloody Valentine, Kyuss, Screaming Trees, The Jesus Lizard, Melvins, Mudhoney

Facebook: https://www.facebook.com/lifttoexperience/

Sito Ufficiale: http://www.lifttoexperience.com/

These Are the Days” Videoclip: https://youtu.be/vX2Xzl6bylc

Full Album Streaming: https://youtu.be/AlMjvgY46JE?list=PL8a8cutYP7frxH2H9o6ucksmUMaxKQk3z

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