Abbiamo intervistato Pier Adduce in occasione dell’uscita del suo nuovo disco. Questo il risultato della nostra chiacchierata! Buona lettura!
Ciao Pier, benvenuto ai nostri microfoni, abbiamo ricevuto in anteprima il tuo disco e ne siamo rimasti particolarmente sorpresi. Raccontaci com’è nato il tutto?
Sorpresi?
Positivamente, spero!
E’ nato nel 2024, da alcuni appunti scritti velocemente, in due giorni di primavera.
Non erano scritti per diventare canzoni.
In seguito, però, mi sono accorto che avevano un certo andamento…
E c’erano all’interno dei soggetti che volevo sviluppare (diversi ma con una comune nota di narcisismo patologico, qui e là…). Ci ho lavorato su e sono rapidamente diventate canzoni, quegli appunti. Intrigante è stato poi il lavoro sulle musiche e il tipo di strumenti da impiegare.
Cosa si prova a ritornare in scena? La voglia aumenta? Diminuisce? O rimane sempre la stessa?
Cosa intendi per scena?
Sul palco ci vado da trent’anni circa, da solo, o in compagnia, a nome mio o coi Guignol, con un repertorio suonato e cantato o anche solo con versi e letture…
Ho preso parte a progetti miei e di altri, per anni.
Tutt’ora mi capita.
Non sono mai appartenuto ad alcuna scena però, non mi è mai interessato.
Naturalmente, sono curioso di sentire che impatto avrà questo lavoro e come suonerà dal vivo. Ho un gruppo di musicisti – variabile – che mi accompagnerà, quasi del tutto nuovo.
Mi intriga molto l’idea di vedere cosa ne scaturirà.
Cosa pensi sia cambiato dai dischi precedenti?
Tutto: suono, ispirazione, i musicisti che ne hanno preso parte (per una metà almeno, per l’altra, ci son stati alcuni miei collaboratori tra i più collaudati…)
Una certa asciuttezza generale e un tratto narrativo comune a percorrere i brani, uno via l’altro.
Con chi hai collaborato in questo disco?
Con Guido Andreani, che ha prodotto con me il lavoro, suonato molti strumenti, mixato e masterizzato il tutto.
Con Giovanni Calella, mio ex produttore e musicista eccelso…
I TreSette che mi hanno accompagnato live nel tour per “Dove vola la cicogna”, ossia: Maurizio Boris Maiorano, Fabrizio Carriero e Antonio il Coda Marinelli.
Con Paolo Libutti, bassista dei Guignol, per la grafica.
Vorresti cambiare qualcosa o sei pienamente soddisfatto così?
Mi piace così
Cosa dobbiamo aspettarci adesso da Pier Adduce?
Acrobazie e funambolismi, veri e figurati!
Se sarà possibile, si suonerà in giro, come – grosso modo – si è sempre fatto (che poi è l’unica cosa davvero importante…).
Sul futuro non azzardo altro però.
Meno che mai adesso.






