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Viky – Tra le mie coste (Recensione)

Vi ricordate quando eravamo emo? Io sì, benissimo, il ricordo è di certo indelebile, perché certe “emozioni” non le si ritrovano facilmente negli anni a venire soprattutto musicalmente, in quanto il periodo che delimita quella moda è stato molto breve (anche se dipende dai punti di vista). Viky ha avuto il potere di farci tornare indietro a quegli anni, quando anche il pop era più sentimentale e con qualche screamo al punto giusto che donasse quell’aria catartica a tutto il lavoro. “Tra le mie coste” è il nuovo lavoro del cantautore Bergamasco, pieno zeppo di feels e di brividi sonori che non lasciano scampo, un tributo agli anni passati o semplicemente a tutta la roba che ascoltavamo un tempo che ritorna, con il suo lavoro, come un fiume in piena. L’unico guaio è che la durata dell’EP non è abbastanza, non fa godere troppo, finisce troppo presto. L’augurio infatti è di ascoltare un LP, per godere a pieno di un pop slowcore che sappiamo già arriverà nel prossimo disco, tinteggiato da chitarre acustiche, urla sacre e tanta ma tanta voglia di poter dire la propria a prescindere dal tempo, dallo spazio e dall’epoca musicale che stiamo vivendo. “Tra le mie coste” è un ottimo EP. Ascoltatelo.

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