info@aretuseamagazine.it

Aretusea Magazine

Blog

Protto si racconta!

Nuovo singolo per il cantautore torinese Protto che abbiamo intercettato prontamente (o prottamente). Ecco il risultato nella nostra intervista!

Dopo un anno dall’uscita del tuo EP rieccoci con un nuovo singolo. Cos’è cambiato dallo scorso anno ad oggi?

In quest’anno solare il calendario prottiano ha saltato un po’ troppi venerdì e sono già finito nel 2106, un po’ più anziano, con meno capelli e meno diottrie. Ma ancora aggrovigliato alla mia scrivania dell’ufficio. In un anno ho imparato tanto, tantissimo, ma mi rendo conto che non è mai abbastanza: ho imparato ad arrangiare i brani da solo, ad estendere il mio progetto solista ad un livello di band e a relazionarmi con il mondo della musica inedita, non sempre semplice, con i suoi mille volti e mille facce.
Cos’è cambiato? Spero un approccio più professionale e meno confuso da parte mia verso la musica.

Parlaci un po’ di “Correre”, come mai hai scelto di farla uscire adesso e non prima?

Il singolo di Correre per me rappresenta la fine di un percorso iniziato circa 3 anni fa con la stesura dei brani dell’EP.
Una parentesi graffa chiusa, senza irrisolti. Un capitolo della mia vita che ho vissuto tra alti e bassi, tra musica e ufficio, tra successi e insuccessi concentrando il 100% dell’energia e del mio tempo libero oltre a una buona dose di pantoprazolo per la gastrite.
Uscendo con questo singolo volevo chiudere il cerchio, in un certo senso, per suggellare la fine di una strada e l’inizio di un’altra.

Com’è nata l’idea del brano?

Correre è il brano in cui mi ci è voluto più tempo per finirlo: la melodia nasce nel 2014 totalmente strumentale, il testo esplode tutto insieme a maggio 2017.
Milano, trasferta di lavoro. Appena scendi dal treno sei su un rullo, da cui tutti cercano di cacciarti via, tutti ti spintonano, perché devono arrivare prima di te. Il secondo è il primo degli ultimi, le metropolitane ad ogni fermata vomitano e ingurgitano sardine tutte uguali strizzate in abiti troppo stretti per respirare. Se ti fermi sei l’unico che viene calpestato.
Sono partito da qui, e ho pensato al fatto che siamo condannati a correre a morte per stare dietro a una società che non ci aspetta.

Invece il video? Com’è nato?

L’idea è quella di una corsa sul posto di un’intera società, dove corri corri, ti dimeni e strepiti ma sei sempre al punto di partenza.
Una specie di Quarto Stato 2.0 dove non si cammina in centro a una strada in solidarietà, ma si è in preda alla più totale frenesia che al contrario ci separa ciascuno nel suo piccolo ruolo.

Ci saranno altri singoli dopo questo? O nuovo materiale?

Assolutamente sì, nuovi singoli esclusivamente da materiale nuovo.
Aspettatevi qualche chicca non troppo in là nel tempo! 🙂

Progetti futuri?

Ho tantissimo materiale nuovo, sto continuando a scrivere e ho idee molto chiare su come devono suonare i nuovi brani, che hanno una scrittura un po’ diversa rispetto ai precedenti. Ironia sì, ma anche introspezione, sia nei testi, sia nella musica.
Mi piace credere di essere maturato un po’ in questi anni, da quando tutto ebbe inizio, e che questo si sia ripercosso sullo stile. In realtà è più probabile che io sia il noiosissimo me stesso di sempre e tramite la musica riesca a scoprire qualche sfaccettatura nuova di come percepisco la realtà. E’ un processo in divenire tutt’altro che terminato!

https://www.youtube.com/watch?v=buVtB0QaWws

Dai un voto al nostro Articolo

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *