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L’Idrante si racconta!

Abbiamo intervistato la formazione sicula in occasione del lancio del loro disco d’esordio uscito per Marea Dischi e questo è stato il risultato. Buona lettura!

Ciao! Grazie in anticipo per il tempo che ci dedicherai, cominciamo subito.. Qual è il primo ricordo che hai per quanto riguarda la tua esperienza di musica?

Ciao! Grazie a voi. Ho avuto a che fare con la musica molto presto, nel senso che i miei genitori pur non essendo musicisti , erano però degli ottimi consumatori di buona musica e quindi sono cresciuto ascoltando i loro dischi… Poi ho iniziato a rubacchiare la chitarra di mio padre e canatvo assieme a mia madre.

Qual è stato il primo disco che hai ascoltato e come pensi abbia influito nella tua carriera?

Ricordo con emozione che a soli 5 anni mi ritrovai ad ascoltare alcune musicassette che trovai per caso in mezzo alle mie favole… Anni dopo scoprii che si trattava di una compilation con Pink Floyd , Dire straits, BB King, Blues Brothers , e dulcis in fundo Ivan Graziani… Credo che tutto questo mix me lo porto ancora dentro e talvolta lo tiro fuori.


Il sound dell’idrante è abbastanza pop ma anche rock, la scelta del genere è stata abbastanza spontanea o avete deciso di proporre un genere soft per arrivare ad un target più ampio di persone?

Tutto è nato spontaneamente, non riesco a scrivere pensando a chi deve arrivare , ma solo cosa vorrei fare arrivare… Certo spero sempre che più persone possibili possano apprezzare. Il risultato che è venuto fuori è quello che realmente volevamo comunicare.


Partecipereste mai ad un Talent? E a Sanremo?

Mai dire Mai!! Ma un talent non è nei nostri programmi… Sanremo , se mai ne avessimo l’occasione sarebbe diverso, ma oggi pare che per arrivare a Sanremo devi passare per un talent, quindi basta fare uno più uno.

Qual è il motivo che vi spinge a fare musica nel 2017?
Amore e passione per la musica… Sembra una frase fatta , ma credimi è così.

Cosa pensi manchi in Italia per garantire ad un giovane musicista di scegliere la musica come professione e non un lavoro “serio”?
E’ molto difficile rispondere… Forse manca proprio la percezione dell’importanza della musica stessa. Manca la cultura di pensare che essa non è solo un mezzo di intrattenimento e che dietro a chi suona o produce, ci sono anni di studi e sacrifici. Non voglio dilungarmi a parlare di istituzioni o quant’altro, vorrei solo che le nuove generazioni potessero iniziare a capire che fare musica, o sport, o danza o qualsiasi altra cosa che non sia un lavoro “ Standard” è in realtà qualcosa di altrettanto nobile e sacrificante, anzi a volte lo è ancora di più.

Grazie per il vostro tempo, chi vorreste ringraziare per la realizzazione del vostro disco?

Grazie a voi per l’opportunità. Vorremmo ringraziare chi ci ha creduto, in primis io e Chiara che è la mia compagna e autrice di alcuni testi. E poi tutti i ragazzi che da qualche mese ci danno supporto in particolare Cristina e Concy che ci sono sempre vicine in tutto. Altro immenso grazie va ai miei musicisti. Sebastiano, Benedetto, Tindaro e Michele. Grazie a loro stiamo iniziando a promuovere Live il disco e speriamo di girare l’Italia il più possibile, anche grazie al lavoro della nostra Etichetta Marea Dischi!!

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