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Lagrù – Vegani al McDrive (Recensione)

I Lagrù pubblicano Vegani al McDrive rispolverando un pop rock italico mostrando personalità già dal primo brano “Foglio illustrativo”, mettendo in luce compattezza sonora ed uno zoccolo duro quasi mainstream alla base del sound della band, che però, non disdegna una certa sperimentazione sonora che verte più verso l’electropop. Il sound della band come già detto è diviso in due anime, una più “classica” ed una più sperimentale che convivono creando un qualcosa di godibile e discretamente funzionale all’ascolto. “Un fiore tatuato” segue la stessa scia di “Foglio illustrativo”, mostrando tutte le carte in tavola dei Lagrù e la loro vera identità. Il sound segue sempre la stessa scia in generale, senza dei picchi o dei bassi che potrebbero tediare l’orecchio di chi preme play, ciò che c’è da dire è che il lavoro si ferma a metà tra tutto ciò che può essere indie e ciò che invece viene definito mainstream, vivendo in un limbo con tutti i pro ed i contro del caso. Punto di forza della band è di certo la vocalità che spazia e riesce a trovare una sua giusta dimensione, senza sbavature o troppe imprecisioni, d’altra parte invece, un sound un po’ in bilico dovrebbe spingere l’acceleratore verso una dimensione più sperimentale rispetto al pop più banale e vetusto. In generale il progetto Lagrù può avere ancora molte cose da dire ed un lungo cammino davanti a sé se riuscirà a trovare la giusta e perfetta collocazione in una nicchia di ascoltatore preparati ad accogliere le capacità della band. Una band in crescita.

https://www.facebook.com/lagruband/

https://www.youtube.com/watch?v=cId58QxRFaE 

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