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Jena Lu si racconta!

Abbiamo intervistato Jena Lu, un cantautore dall’impronta rock, diretto e senza fronzoli. Qui il risultato della nostra discussione telamatica! Buona lettura!

Ciao Mirko! Piacere di averti qui con noi. Cominciamo subito chiedendoti qualcosa di abbastanza scontato ma che è saltata ai nostri occhi “Le dita nelle costole” con un bimbo in copertina, è un bel contrasto! Ce ne vuoi parlare?

Ciao a tutti, il piacere è mio! Non è mai semplice trovare una copertina che possa rappresentare un intero disco. Tra le varie opzioni, quella di scegliere una mia foto da piccolo per il mio primo lavoro da solista mi è parsa naturale, rappresenta l’innocenza e l’inconsapevolezza del duro percorso di vita che violenterà quella purezza, appunto.

Rientri nella famiglia dei cantautori di certo non indie, con una verve rock ed un modo molto diretto di comunicare, ti è mai passata dalla testa l’idea di fare qualcosa di più “commerciale” per avere più probabilità di successo (magari tra i giovanissimi)?

Sinceramente non penso che essere commerciali o meno possa essere una scelta, si può provare a dare ad un album un suono vicino alle mode del momento ma di sicuro non si può essere quello che non si è ed io provo molta pena per gli over che fanno musica orientata al mercato dei giovani e giovanissimi. Penso a gente come Paradiso, Fedez o J-Ax. La musica per i giovani lasciamola fare ai giovani.

Raccontaci qualche aneddoto della tua esperienza in studio, sei pienamente soddisfatto del tuo disco o cambieresti ancora qualcosa?

Il lavoro finale mi soddisfa per molti aspetti ma alcune cose avremmo potuto curarle meglio. Io e Davide Grotta siamo partiti dai miei brani chitarra e voce e abbiamo costruito gli arrangiamenti, molte parti le abbiamo letteralmente improvvisiate, abbiamo usato di tutto per le parti ritmiche, bottiglie, tavoli percossi, clap naturali, in un brano c’è anche la ripresa di un tuono perché durante un mix si era scatenato un violento temporale.

Con chi ti piacerebbe collaborare e magari con chi hai già collaborato che ti piacerebbe citare?

Vi anticipo che probabilmente prima dell’estate uno dei brani di Le Dita nelle Costole verrà remixato da Kole Laca, chissà se da ciò poi possa nascere qualcosa. Nell’immediato il mio piccolo sogno nel cassetto sarebbe quello di scrivere un brano insieme a Stefano “Edda” Rampoldi un artista che apprezzo moltissimo.

Un artista emergente ha sempre molte sfide davanti a sé, cosa ti aspetti dal tuo disco ed in generale? Quali difficoltà invece ti ritrovi a vivere quotidianamente a livello artistico?

Le difficoltà sono sempre tante, a partire dal lato economico (fare un disco e promuoverlo costa anche se vuoi spendere il minimo), ma la difficoltà maggiore risiede nel farsi ascoltare e farsi prendere sul serio, l’abito conta ancora più del monaco purtroppo.

Avremo modo di vederti dal vivo prossimamente?

Il 9 febbraio sarò al Sound di Teramo in apertura a Pino Scotto, poi il 17 al Bar Di Sante di Bellante (TE) ed il 23 al Caffè Mazzini, sempre a Teramo.

Grazie per il tuo prezioso tempo, ringrazia chi vuoi in questo ultimo spazio concesso!

Grazie a voi ragazzi per avermi ospitato! Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato in questa mia opera prima da solista, in modo particolare la mia compagna di vita Daniela ed il mio papà Donato.

https://www.facebook.com/jenalucidoni69/

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