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Intervita – Rosario Jermano

Abbiamo intervistato Rosario Jermano che è riconosciuto come uno tra i più noti e prestigiosi percussionisti, vanta collaborazioni con Zucchero, Fabrizio De Andrè, Renato Zero, Fiorella Mannoia, Mia Martini, Gino Paoli, Gigi D’Alessio, solo per citarne alcuni, nonché collaborazioni internazionali con musicisti ed artisti del calibro Toots Thielemans o Sting.

 

1) Partiamo dall’inizio, raccontarsi è la cosa più difficile ma le chiedo, per i nostri lettori più giovani, di raccontarci i suoi esordi e le difficoltà che ha affrontato prima di affermarsi come musicista.

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AJ: Io suono dall’età di sei anni cioè dal 1960, le prime canzoni che ho suonato erano di Renato Carosone, parallelamente ho studiato e conseguito nel 73 un diploma di perito costruttore aeronautico, essendomi diplomato con un buon punteggio fui chiamato per un colloquio all’Aeritalia, la più importante industria aeronautica Italiana, da li a poco cominciai a lavorare perché assunto, ma anche se era un bel lavoro e ben retribuito, dopo soli tre anni decisi che il mio futuro era suonare i tamburi e non costruire aerei, anche se questi ultimi sono a tutto oggi una mia passione, ma sempre secondaria.
La mia decisione a soli 22 anni di licenziarmi non ebbe il consenso della mia famiglia che mi considerarono un pazzo, opinione che cambiò solo quando mi videro in tv la prima volta. Ho lottato e vinto, ho fatto il lavoro che mi sono scelto e oggi ne sono felice ed orgoglioso, non oso pensarmi ancora a fare calcoli e progetti, sarai sicuramente impazzito davvero.

2) “Nouvelle cousine” è uno di quei dischi che non ascolti praticamente quasi mai, se non sei abituato ad ascoltare bella musica. Quali sono le sue aspettative relativamente a questo disco così curato in un periodo in cui per fare musica, basta un pc?

AJ: Non credo che basti un computer per fare musica, se non hai delle buone idee, un disco rimane brutto e inconsistente. Il computer può dare una forma a qualcosa di banale, ma resta sempre tale, se invece quelle che componi da delle forti emozioni allora un disco lo puoi fare anche senza pc, ma con una un solo microfono e un modesto registratore multitraccia, penso ai Beatles ci sono riusciti a fare con solo quattro tracce su un nastro magnetico, degli assoluti capolavori, la magia che da la musica non dipende dai mezzi, ma dalla persona che la crea.

3) Tantissime le collaborazioni nel corso della sua carriera, c’è ancora qualche artista con le piacerebbe confrontarsi?

AJ: Tantissimi. Ne cito alcuni come Peter Gabriel, Sakamoto, Vangelis, ma credo che i miei 65 anni, di cui molti più della metà passati a suonare batteria e percussioni mi riservano poche sorprese ancora, mai dire mai però.

4) Cosa ne pensa del panorama attuale? Si potrebbe fare un confronto con quello passato?

AJ: Non credo proprio, il passato era denso di coraggio, di soluzioni musicali avvenieristiche, grandi talenti e grandi composizioni. Oggi vedo molto male ciò che accade musicalmente in giro, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Musicisti senza talento e autori che scopiazzano a destra e a manca, i talents show che ti ingannano, artisti che scompaiono dopo un anno, artisti che faticano ad imporsi, un vero mar morto a mio parere.

5) La sua è una carriera strepitosa, un musicista del suo calibro da cosa trae le giuste motivazioni per realizzare nuovi progetti?

AJ: Dalla propria vita, da quello che ti accade insieme al coraggio di tentare strade nuove, di percorrere sentieri musicali diversi e cercando di renderli unici, anche se complessi e non commercialmente validi.

6) Perché “Nouvelle Cousine”?

AJ: Perché amo la musica e amo cucinare, faccio la pasta fatta in casa e sono un discreto cuoco, poi sono Napoletano ed ho una marcia in più… La pizza.

Rosario Jermano – 1

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Rosario Jermano – 3

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