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Intervista ai Daimond D.

I Daimon D. , sono un combo di Roma la cui genesi è abbastanza lunga e tormentata e ha portato più volte a modifiche fisiologiche nella line up. Axel (voce), dopo un periodo di riposo seguito alla chiusura dell’ultimo progetto decide di tornare a raccontare storie da un palco e inizia la ricerca di musicisti e anime affini al suo progetto. Il primo a rispondere alla sua chiamata è Fiore (basso), musicista e compositore già attivo in giro per l’Italia, con cui la sintonia è subito palese. Successivamente si aggiungono Alberto (batteria), già attivo con altre formazioni in ambito romano, quindi Matt (chitarra). A questo punto la band aveva già realizzato alcune tracce in studio. Dopo aver girato per diversi palchi, il gruppo torna a riprendere a scrivere nuovi pezzi. Il tassello mancante viene trovato quando Nico si aggiunge al gruppo e la line up definitiva viene definita.

Il gruppo molto attivo in studio e in fase di incisione ha però come obiettivo primario il palco e già da subito ha iniziato a farsi conoscere in locali dell’ambiente romano come (Locanda Blues, Let it Beer, Jail Break, Marmo, Locanda Atlantide, Angel’s Pub per citarne alcuni) riscuotendo sempre un discreto successo.
In estate il gruppo torna in studio per ultimare il lavoro iniziato terminando finalmente “Clouds as a Shelter” pubblicato per la Ghost Record Label.

Ciao ragazzi e benvenuti

Iniziamo con il chiedervi, come nasce il titolo dell’album “Clouds As A Shelter” ?
DD.: nasce dal concetto di trovare un riparo da qualcosa che altri trovano una minaccia. Molte persone sfuggono le emozioni, non le vivono, noi ci rifugiamo in esse, belle o brutte che siano.

Un sound che rispecchia molto grandi mostri sacri come ad esempio The Cure, Nirvana. Siete daccordo ? Vi infastidice questo accostamento ?
DD.: Siamo sicuramente d’accordo, il nostro sound nasce sicuramente dal grunge dei primi anni, quindi Nirvana, Pearl Jam, Smashing Pumpkins ecc.. Poi ovviamente il nostro suono subisce varie contaminazioni portate dal bagaglio musicale di ognuno di noi. Poi certo, l’accostamento a certi nomi ci fa solo che piacere…

Come stà andando questo nuovo album ?
DD.:Il riscontro che abbiamo nei nostri live è molto positivo, le persone sembrano apprezzare la nostra musica per cui siamo contenti di come sta andando.

In genere come nasce un brano ?
DD.: Non c’è uno standard per noi, a volte nasce da un testo, altre da un riff o da un giro di accordi. A volte qualcuno porta un pezzo già strutturato, altre volte solo un “qualcosa” che viene poi sviluppato da tutti.

Pensate che le Tribute/Cover band stiano rovinando il panorama live underground ?
DD.: Il problema è la cultura nel nostro paese, non le tribute band. Il problema è che le persone le ascoltano… La gente in italia non ascolta, sente, e allora preferisce qualcosa che già conosce da sentire distrattamente. Di conseguenza i locali a cui la musica non interessa cercano la cosa più facile e i musicisti per fare 2 soldi preferiscono scimmiottare altri piuttosto che scoprire se sono solo marionette o se possono diventare artisti.

La scena live a Roma ?
DD.: A livello di musicisti è molto buona, girando si può trovare musica originale di ottima fattura e ottimi musicisti. A livello di locali purtroppo per portare musica propria c’è molto poco spazio

Progetti futuri
DD.: A breve termine sicuramente un videoclip e un secondo album (su cui già stiamo lavorando)

Lasciate un messaggio ai nostri lettori !
DD.: Vorrei che le persone si dessero una possibilità vivendo le loro emozioni appieno, non lasciandole scivolare via

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