I Plebei - Semisterili Recensione - Aretusea Magazine

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I Plebei – Semisterili

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I Plebei ritornano con un nuovo disco intitolato “Semisterili”, un lavoro impacchettato alla perfezione, cucito sulla pelle della band a dimostrazione del fatto che i lavori in studio della band sono sempre di altissima qualità. “Semisterili” è un disco da vivere tutto d’un fiato, immergendosi pienamente nel mondo folk de I Plebei. Si comincia con “Gioiamara” che prepara lentamente il terreno alla festa che comincerà da lì a breve per poi passare a L’Israelita, che alza il ritmo ed il movimento di bacino che involontario ma alla quale non puoi fare a meno. Il ritmo cresce ancora di più con Per che, uno tra i brani più iconici della band dove la dimensione folk si sprigiona in tutta la sua bellezza.

Il disco potrebbe rientrare tra i “must have” per tutti gli amanti del genere (e non solo).

Ciò che ci colpisce di più è come i Plebei riescano ad essere folk pur senza avere troppi stereotipi musicali addosso e senza preoccuparsi più di tanto, detto in altre parole “abbiamo una macchia sulla camicia, ti piace? A noi non ce ne frega nulla!”. I Plebei si contraddistinguono proprio in questo, si macchiano perché non si preoccupano minimamente d’essere alla moda, belli, fighi, impacchettati, a loro interessa solamente ballare, divertirsi e godere di un eterno Primo Maggio interiore dove tutto è più bello, più semplice e pieno di gioia e felicità (così che ultimamente è sicuramente mancata).

Il resto del disco prosegue sempre sugli stesi ritmi con il gran finale di Ubuntu. In conclusione il disco de I Plebei è un vero e proprio pacchetto di bellezza folk eseguito con grande qualità. c’è poco altro da dire, se siete amanti del folk, ascoltate I Plebei, band come queste dovrebbero essere supportate e valorizzate il più possibile. Un ottimo disco, ottima band.  Avanti tutta!

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I Plebei – 1

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