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Filippo Villa si racconta!

Filippo Villa, cantautore veronese classe ‘83, è un autore di canzoni italiane che nel 2017 ha deciso di dar voce alle proprie creature.

Ha partecipato al Premio Fabrizio De André 2018 arrivando alla serata finale che si è tenuta presso l’Auditorium Parco della musica.

L’alfista” è il maschio italiano che durante la notte di San Lorenzo sfreccia interrompendo il frinire dei grilli sui tornanti dell’Appennino, incurante del bello che accade nel cielo sopra la sua testa. “Alfista” è una canzone d’amore realista, senza ipocrisia, nuda.

Il videoclip de “L’alfista”: https://www.youtube.com/watch?v=63L_WvBAUUY

Com’è nata la tua avventura musicale?

A 34 anni ho deciso finalmente di cantare le mie canzoni. Scrivevo da molto tempo ma non avevo il coraggio di mettermi in gioco. Meglio tardi che mai! È merito di altre persone, le quali mi hanno spronato. Ora grazie a loro mi sto divertendo molto.

Quali sono le principali influenze che hanno plasmato il tuo sound ed il tuo modo d’intendere la musica?

Da sempre ascolto ogni tipo di musica. Quello che scrivo è influenzato sicuramente dai cantautori ma anche da tanta pop music internazionale e tantissima world music; anche se non si sente, perfino dalla musica elettronica che ascoltavo da ragazzino.

Con chi ti piacerebbe collaborare?

Mi piacerebbe scrivere per brave/i interpreti e anche scrivere assieme ad altri autori. Non mi interessa collaborare con artisti famosi, mi interessa creare qualcosa di bello. Per poterlo fare, devo scrivere tanto e bene. È il mio obiettivo attuale.

Quali sono i tuoi cinque dischi preferiti di sempre?

In ordine sparso: So di Peter Gabriel, Lindbergh di Fossati, 900 di Paolo Conte, Una somma di piccole cose di Fabi e Come è profondo il mare di Lucio Dalla.

Parteciperesti mai ad un talent?

Non mi sembra il caso.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Scrivere, ascoltare, studiare e provare qualcosa di nuovo nelle mie canzoni. Tutto ciò mi diverte molto e lo sto già facendo con gusto.

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