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Aretusea Magazine

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Editoriale – Un anno di Aretusea Magazine

Editoriale

Spesso scriviamo di recensioni, interviste, live report e chi più ne ha più ne metta. Questa volta invece volevamo parlarvi di noi e della nostra piccola ma grande avventura chiamata Aretusea Magazine. Buona lettura!

 

Aretusea Magazine è nata da un anno, giorno più giorno meno ma il primo articolo mai uscito riguardava proprio il concertone del 1° Maggio a Siracusa, ricordo quando arrivarono le magliette stile Power Rangers con tanto di logo e quando dissi al mio vicino di casa Oreste del mio piano folle di fondare una webzine (si, nella mia città qualsiasi cosa anche quella più normale del mondo sembra folle). La prima idea di Aretusea mi venne una notte, tra gli ultimi esami all’università e la stesura della tesi, non basterebbero pagine per spiegare tutto, ma è stato come scoprire un grande tesoro nascosto dentro di me, ricordo ancora bene l’euforia. Per dare corpo all’intero progetto da quella notte sono passati dei mesi, ho dovuto conoscere tante persone, ho dovuto affrontare le sfide e superare gli ostacoli che trovi nel tuo cammino personale, semplicemente, ho dovuto osare e con consapevolezza mi sono preso il rischio di sbagliare. Non sto qui a dirvi quanto siamo bravi, chi abbiamo intervistato oppure vantarmi di chissà quale vittoria professionale io abbia ottenuto, le persone migliori che ho conosciuto e che hanno fatto qualcosa di veramente bello stanno sempre in disparte, all’ombra e non gonfiano mai il proprio ego, sono qui per dirvi che Aretusea Magazine vive da un anno e continua a farlo grazie a tutte le persone che ci credono. Come potrei non citare  quelle teste calde dei miei compagni e colleghi che hanno a che fare con me ogni giorno e si son dovuti sorbire i miei pipponi, le mie interviste fatte male, le virgole messe dove non andavano stare e gli errori grammaticali che un laureato non dovrebbe più fare. Aretusea Magazine è Elia, la mia ragazza che più di ogni altra persona al mondo riesce a vedere ciò che vedo io e fare molto, molto, molto meglio di come potrei io, Oreste, che da buon informatico vive la continua ansia di modificare e rendere il sito più figo di quanto non sia già, Silvio, per le sue condivisioni e la sua diplomazia, William, per essere un musicista eccezionale ed un instancabile sognatore nichilista, e tutti gli altri collaboratori che con tutti i loro contributi rendono speciale questa avventura nella selva oscura della musica ai giorni d’oggi. Non avevo nemmeno mai intervistato i miei genitori per il classico progetto alle elementari e alla mia prima intervista mi sono visto arrivare in bicicletta Stefano Alì. Appoggiato al muro del nostro garage/bunker per le interviste, con i primi sintomi dell’allergia e con i primi sintomi d’estate, consideravo l’idea di fuggire a gambe levate, ero sicuro che non sarei riuscito a fargli nemmeno una domanda. Durante l’intervista sudai e fui davvero emozionato e posso ammettere in totale franchezza che quell’emozione la porto ancora dentro e la rivivo per ogni intervista, sino ad oggi. Ad oggi posso dire che un anno di Aretusea Magazine mi ha insegnato tante cose, tipo che ai concerti si possono chiedere gli accrediti, che la solita domanda sul perché del nome delle band o degli artisti ha rotto le palle, che puoi sembrare serio pure davanti ai Verdena, che anche se nessuno ti dirà mai che fai cagare sarà sempre giusto e necessario rispondere con i fatti, non con le parole. E’ passato solo un anno e non sarò mai qui a celebrarmi per quello che faccio (e soprattutto non faccio), ma posso ben dirvi che fare ciò che gli altri non fanno per pigrizia, per paura, per poca volontà, per elevato tasso di insuccesso, da infinite soddisfazioni. Solo il cambiamento ci renderà migliori, ci farà conoscere per quelli che siamo davvero. Le cose più belle che esistono al mondo sono nate da menti visionare che non hanno smesso di credere in ciò che gli altri non credono, non sarò mai uno di questi visionari, ma spero per voi di si e spero che Aretusea Magazine vi possa aiutare, anche poco, pochissimo. Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale Editoriale

Con affetto, Lorenzo.

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