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Davide Iodice é classica poesia elettronica

Davide Iodice

Davide Iodice, musicista poliedrico torinese, che con il suo secondo lavoro in studio ha saputo mixare con assoluta padronanza le sonorità classiche a quelle elettroniche. Qui la recensione, buona lettura!

 

Non si può iniziare a recensire l’ultimo lavoro di Davide Iodice senza averne letto prima la biografia. Nato e cresciuto a Torino, dopo un ordinario percorso di studi che gli vale la laurea in medicina, intraprende un viaggio artistico introspettivo, volto soprattutto allo studio della musica classica ed elettronica. Vanta collaborazioni con l’Orchestra Sinfonica di Sofia, Deyon Pavlov, il produttore musicale Gionata Bettini di Noise Cube e molti altri nomi noti della scena musicale italiana. Il progetto Davide Iodice nasce dal “rapimento artistico” che gli infonde l’esperienza fatta in Islanda e Polonia, dove ha continuato per diverso tempo a studiare le evoluzioni contemporanee di mixaggio di sonorità elettroniche e classiche.
L’Album self-title si apre con “The End”, quasi a voler sbeffeggiare un po’ il significato di inizio, controcorrente, quello che vent’anni fa avrebbe fatto magari il nostro Franco Battiato. Atmosfera sognante invece per “Credere” che per gli affezionati fan di Moby, in tappeto elettronico iniziale ricorda quello di “Polcelain”. Ce n’è per tutti i gusti, elettropop, synthpop e persino un intermezzo lirico cantato dal soprano Sandra Balducci.
Da “Vivaildì” il disco e le sonorità si incupiscono, tappeti spessi di suoni adornati da testi poetici e sognanti. Davide crea mondi onirici di luce tenebrosa, bolle di suono che ti attraggono, catturano e alla fine al loro interno ti coccolano. Degno di nota è il brano “Segesta”, dalle sfumature taglienti, d’altronde spesso si dice che la lingua taglia più delle lame. L’album in chiusura è ben studiato e articolato ed ai fan nostalgici dei Bluvertigo piacerà un botto!

Davide Iodice - 2

Davide Iodice – 1

Davide Iodice - 1

Davide Iodice – 2

 

 

 

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