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Bologna Violenta si racconta!

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Bologna Violenta

Abbiamo intervistato Nicola Manzan in arte Bologna Violenta, questo il risultato bervista. Buona lettura.

 

Ciao Nicola! Prima domanda a brucia pelo, che più che altro è una mia curiosità, ma un progetto come Bologna Violenta com’è possibile qui in Italia? In un paese dove sembra governare la logica dei talent show?

Quando la vivi da dentro Bologna Violenta, per me è una cosa normalissimo, probabilmente dall’esterno mi son detto cosa stavo combinando, ma non sono il solo! E’ difficile per tutte le problematiche legate alla musica live e perché è un progetto estremo. Probabilmente la mia forza (che non dovrei dirlo io ma da quello che vedo scritto in giro) è che il messaggio passa ed è diretto, una ribellione a ciò che si vede in giro e le persone recepiscono tutto ciò. Dappertutto ci sono cose diverse, c’è comunque una scena di artisti che fan cose diverse come per i Fuzz Orchestra o gli Ovo che sono appena tornati da Honk Hong e dal Vietnam. La mia domanda è come mai certa musica non arriva in Italia ma gira per tutto il mondo. Probabilmente perché la musica qui non è vista come cultura.

Parliamo un attimo del tuo ultimo album definito “pop”, volevo capire insomma cosa stesse succedendo alla luna di miele di Bologna Violenta. (n.b. c’è del sarcasmo nella domanda)

E si l’ho notato anche io, semplicemente ho cercato di non pormi barriere o paletti, ho fatto ciò che mi pareva, senza pensarci più di tanto o ragionarci. Le batterie fatte da una batterista ha permesso un fraseggio con un po’ più di respiro, le melodie si sono sviluppate meno traumaticamente di prima.

L’album è davvero maturo, ma non vorrei che il prossimo album sia ancora più dolce. (n.b. c’è ancora del sarcasmo)

Si farò un disco di cover dei Nickelback. (n.b. speriamo che ci sia del sarcasmo davvero pure qui). A parte gli scherzi dopo questa deriva pop stiamo cercando di fare di nuovo qualcosa di più estremo.

Per quanto riguarda la situazione artistica in Italia, volevo sapere il tuo punto di vista su tutto ciò che è successo negli ultimi anni in quanto secondo me si è avvertito un piccolo declino anche ai piani alti della musica, cosa sta accadendo?

Guarda, ci sono tantissimi fattori che influiscono la situazione odierna. Prima di tutto mi sento di dire che c’è poco ricambio generazionale, anche per colpa della crisi economica rispetto al passato, non ci stanno soldi, non c’è lavoro e probabilmente la musica va in secondo piano, i locali hanno difficoltà a rimanere aperti perché han troppe tasse e controlli. Successivamente internet ha avuto anche il suo ruolo negativo poiché manca tutto l’aspetto esclusivo, per dire ho visto i Marlene Kuntz cinque, sei volte alle sagre ma non c’era dietro internet e si sperava che una band arrivasse tipo su Video Music per sfondare ad esempio, oppure c’erano i giornali che adesso ce ne sono sempre meno. Adesso apro Youtube ed ho fatto tutto. Ci siamo abituati ad avere tutto ed i concerti sembrano una cosa superflua.

Perfetto, hai risposto a tutto, ma adesso volevo chiederti, quale sarebbe secondo te la soluzione a tutto ciò? Ad esempio ci sono gruppi come i Fast Animals and Slow Kids che sono arrivati sin dove sono arrivati con tutto questo marasma…

Hai fatto un buon esempio, ci sono gruppi come i FASK che nonostante l’appiattimento generale sono riusciti ad imporsi con un’idea ed un modo di fare che rispecchia le esigenze del loro pubblico, una fetta di mercato che chiede quel rock lì. Probabilmente il segreto è trovare la combinazione perfetta che tocchi le corde di quel determinato pubblico. Anche Calcutta ad esempio e lo Stato Sociale, c’azzeccano insomma e vorrei sapere come fanno.

Probabilmente qualche consulente discografico che preveda il trend di mercato.  Torniamo un attimo al tuo progetto, ho scoperto la banda della uno bianca grazie a te, non so se vergognarmene o no. Secondo te, quanto Bologna Violenta può influire politicamente parlando le generazione o i tuoi ascoltatori?

Son contento perché è un disco che ho fatto perché la gente conoscesse questa storia che è sin troppo contorta e probabilmente anche molto occultata. Mi auguro di influire e di contribuire politicamente, quindi penso che la mia musica sia politicizzata ma non intendo il tipo di politica che intendiamo tutti, infatti secondo me la definizione esatta di politica riguarda il come ci rapportiamo con le altre persone. Anche i visual ai miei concerti cercano di dare qualche spunto di riflessione, niente è fatto a caso.

Per me può bastare così, ci vediamo in Sicilia il prima possibile!

Certo, probabilmente sarò lì a breve.

(in realtà l’intervista continuava ed abbiamo sparlato un po’ di tutti però l’ho chiusa così, fine.)

Ringraziamo Nicola per la sua pazienza e la mia poca preparazione invitandolo il prima possibile in terra Sicula!

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Bologna Violenta | “Discordia” medley

Bologna Violenta - 1

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Bologna Violenta - 2

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Bologna Violenta - 4

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