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I Granato si presentano!

Abbiamo intervistato i Granato, una band molto promettente che non si identifica a pieno con un genere musicale. Sperimentazione e poesia allo stato puro. Buona lettura!


Ciao, grazie per aver accettato il nostro invito! Cominciamo dall’inizio, quando e come vi siete conosciuti?

Io ed Ale ci siamo conosciuti ai tempi dell’università… ormai diversi anni fa. Allora mettemmo su un duo di chitarre e poi ci siamo ritrovati con i Granato: elettronica, voci e quant’altro. Dario è arrivato da poco, tirato in ballo per la realizzazione dello spettacolo dal vivo del nostro primo disco, Corrente. Siamo stati molto fortunati ad averlo incontrato, con lui abbiamo una marcia in più.

Perchè avete scelto “Granato” come vostro nome?

Di questa parola ci attirano diversi aspetti: il suono stesso ha qualcosa di musicale. Granato è la forma dialettale del Sud Italia per indicare il melograno. Il fatto che questo frutto sia costituito da tanti grani stretti insieme ci fa pensare alla possibilità di unità e convivenza di elementi diversi. Il colore stesso, rosso granata, ci attira molto. Inoltre questo nome ha una molteplice capacità semantica e simbolica: il melograno è un frutto che ha assunto valore simbolico in molte civiltà del mediterraneo.

Quali influenze vi hanno maggiormente plasmato musicalmente?

È difficile indicarle. Nella nostra vita musicale abbiamo ascoltato, studiato, suonato ed amato tantissima musica di generi molto diversi. Nei nostri pezzi, a nostro parere, si sintetizzano e convivono in simbiosi le nostre diverse
esperienze. Lasciamo agli ascoltatori, almeno a chi ne abbia voglia, scovare riferimenti che potrebbero sorprendere anche noi.

Nominate cinque brani che più vi hanno caratterizzato nel vostro percorso nella musica.

Non possiamo. Sarebbe una scelta troppo difficile e dolorosa.

Dove vi vedete fra dieci anni?

Ale: con qualche capello bianco e molte chitarre in più.
Fra: Io, forse insieme ad Ale, riacquisterò il mio contatto diretto con la terra.

E’ giunto il tempo dei ringraziamenti, chi volete ringraziare?

Le persone che ci hanno seguito ed aiutato sono molte. Alcune sono nominate nella copertina del CD, altri sono presenti nei nostri brani. Di certo ringraziamo tutti coloro che avranno il tempo e la voglia di ascoltare la nostra musica. Ci piace pensare a Corrente come a un album corale, anche se può sembrare presuntuoso dire ciò: nei brani del disco non ci siamo soltanto noi autori. Abbiamo cercato di far vivere dentro di essi problemi e illusioni della nostra quotidianità, che condividiamo con le persone che vivono con noi e con un’intera generazione di giovani adulti. La nostra opera nasce in un contesto, al di fuori del quale non avrebbe la medesima efficacia espressiva.

https://www.facebook.com/testadigranato/
https://kappabitmusic.bandcamp.com/releases

 

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